Una parte di me si beffa dell'altra
passamidelsal2 può funzionare? spoiler: no
Ogni tanto mi sono domandata quali fossero queste due metà, come si chiamassero e quale tra le due stesse prevalendo in quel momento. Perché ce n’è sempre una che sottomette l’altra. Eppure nel tempo sono riuscita a convincermi di riuscire a tenerle a bada entrambe, facendo sfogare talvolta una, talvolta l’altra. Un giorno Dottor Jekyll, un giorno Signor Hyde. Credo sia questo il segreto per non impazzire completamente.
Ma per quanto io cerchi di far andare loro d’accordo, tutte e due continuano a schernirsi a vicenda consultandosi con me, inconsapevoli che io sia entrambe, insieme e contemporaneamente. Una metà di me si beffa dell’altra, e lo fa con me. L’altra idem.
State calme, non litigate. Trovate un modo per andare d’accordo. Non dico essere amiche, ma perlomeno fingerlo. Non vi separerò mai, sappiatelo.
Ecco perché, nonostante l’idea di aprire un secondo profilo solo ed esclusivamente per il mio blog viva nella mia testa da un po’ di tempo, non l’avevo mai presa in considerazione per davvero, perlomeno fino ad ora. Perché dovrei aprire un secondo account? Io sono un unicum. Me lo ripetevo sempre quando stavo per cedere alla tentazione. Me lo ripeto sempre quando do troppa confidenza a una delle due parti.
Qual è il senso dell’avere un profilo serio distinto da un profilo di cazzate: non siamo forse tutti un’unica entità incoerente? Ma soprattutto: come si fa a definire dove inizia il nostro io più razionale e serioso e dove invece comincia quello divertente e illogico? Purtroppo o per fortuna, un linea spartiacque non c’è. E se allora è impossibile separare la mia persona in due, perché tentare di fare lo stesso con il mio profilo?
Mettiamo anche caso che ci siano delle differenze tra quello che faccio e quello che scrivo, tuttavia non ci sarà mai un distacco netto tra quella che desidero essere e quella che sono. Perché se diventi qualcuno non è forse vero che lo sei sempre stato, almeno un po’?
Il punto, comunque, è un altro: non c’è differenza tra quella che posta il proprio cane e quella che scrive d'amore. Siamo le stesse. Sono la stessa. Indivisibile e sì, spesso contradditoria.
Perciò, creare un altro account per condividere contenuti inediti relativi agli articoli che scrivo sarebbe, a parer mio, un vano tentativo per cercare di chiarire chi sono per tutti e chi sono per pochi. Vale a dire un inutile sforzo per piacere indistintamente, mostrando di essere sì simpatica, ma anche intelligente e -non meno importante- bella. Una soluzione per non deludere i follower più affezionati e, allo stesso tempo, per non spaventare quelli nuovi. Per farla breve: creare un altro profilo, per quanto possa sembrare un rischio, è in realtà la scelta più facile.
Devo però ammettere che, anche se per poco tempo, mi ero convinta che il secondo profilo fosse non solo possibile, ma addirittura necessario. Mi ripetevo che un profilo Instagram dedicato solo ed esclusivamente al blog era un’opera a favore, per essere precisi scrissi: “per il bene del blog stesso”. E forse in parte è così: con un profilo dedicato potrei sponsorizzare di più i miei articoli, combattere il desiderio di perfezione che fa ritardare le pubblicazioni, forse potrei anche raggiungere un maggior numero di persone senza limitare i follower ai miei conoscenti. Poi però ho pensato: i miei primi follower sarebbero sicuramente i miei conoscenti. Ho pensato che io un profilo attivo ce l’ho già. Ho pensato che dedicare troppo tempo per gestire la comunicazione di un secondo profilo avrebbe sottratto energie per scrivere gli stessi articoli. Ho pensato che avrei quindi dovuto assumere qualcuno in grado di farlo al posto mio, ma non ho budget. Quindi avrei dovuto sacrificare tempo alla scrittura per occuparmi di un profilo dedicato alla scrittura. Ma a questo punto, di quale scrittura parliamo? Sarebbe stata più una teoria che una pratica.
Ho pensato che io sono ciò che scrivo, e dividere i profili non avrebbe aiutato ma anzi confuso. Dove inizia la Matilde scrittrice? Dove finisce?
Ogni esperienza che vivo mi attraversa e mi cambia, immediatamente e irrimediabilmente. Fingere che non sia così sarebbe stupido. E avere due profili sarebbe come fingere che non sia così.
Forse passamidelsal2 avrebbe anche potuto funzionare, ma non lo sapremo mai.
E così inauguro passamidelsal, che da oggi assume una sfumatura non nuova, ma sicuramente più concreta. Con la stessa speranza che avevo 3 anni fa quando pubblicai il mio primo articolo (che all’epoca chiamai “commento”, evidentemente articolo mi era parsa una parola troppo importante da attribuire al mio scritto): generare un dibattito, offrire una chiave di lettura, sapere cosa ne pensate, parlare insieme e magari -chissà- scrivere insieme.
Una parte di me si beffa dell’altra, e così sarà per sempre.

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