Una volta non ero così

Io una volta non ero così. 
Una volta mi rispecchiavo completamente in quello che era (è ancora, a volte me lo dimentico), il mio segno zodiacale. Una volta mi dicevano Sei proprio un capricorno. Oppure quando mi dicevano Dai, non fare così! io dicevo Eh sai sono un capricorno
Oggi io non sono più quel capricorno; non sono più un capricorno. Cosa sono? Non lo so, chiedetelo a loro, che sanno sempre tutto. Io non so più niente.
Una volta anche io sapevo tutto, e parlavo per sentenze, ed era tutto un’affermazione della mia tesi e una confutazione della tua. Era un processo. Sapevo tutto, e quando non sapevo mi informavo per parlare dopo. 
Io ora non so più niente. Mi informo, certo, ma non te lo dico. Non mi interessa più. 
Una volta mi informavo soprattutto riguardo certi temi perché volevo che gli altri mi associassero a quelle determinate cause: femminismo, diritti, giustizia, onestà intellettuale, poesia, arte, amore, relazioni, sesso.
Ora no, non lo voglio più. Ora, se mi dovessero associare, mi spaventerei. 

Non sono un capricorno. Non sono quella che parla di sesso, o di relazioni, o di giustizia, o di femminismo. Cioè lo sono, di fatto sono tutte queste cose: di fatto sono un capricorno, scrivo di sesso, di relazioni, d’amore, di femminismo. Ma se un giorno non volessi più essere tutte queste cose? Se un giorno, improvvisamente, mi svegliassi e volessi cambiare vita? Non scrivere più, non atteggiarmi più come al solito, non essere più bionda, non essere più fidanzata, non essere più single. Mettiamo caso che un giorno arrivi questo giorno. Mettiamo caso che un giorno io mi svegli e decida di voler cambiare vita, completamente. Come potrei se da sempre vengo associata a una serie di caratteristiche? 

Come posso svegliarmi e andare ad abbracciare i miei genitori se non l’ho mai fatto in diciott’anni di vita? Direbbero Cos’è successo? Stai bene? Oppure peggio Oddio! Domani nevica! 

Ogni mio atteggiamento sarebbe seguito da un’emozione di stupore, sconvolgimento, confusione. Non capirebbero e cercherebbero il perché delle mie azioni. 

Perché mi stai abbracciando? Perché stai dicendo queste cose? Perché sei così sorridente? Perché perché perché perché perché perché perché. 

Io non ho voglia di rispondere ai perché inutili, e li chiamo inutili perché, semplicemente, io non ho una risposta alle loro domande: perché non c’è un perché. 


Una volta stare con me era più facile: ero sempre uguale, ogni giorno. Però non era bello com’è bello adesso. 


Io voglio essere libera. Io sono libera. Ma che difficile che è però essere libera. 

È stancante essere liberi, devi giustificarti di continuo, con gli altri, con te stesso. Non smetti mai di essere sotto accusa. E quando gli altri capiranno che sei libero (e quindi incoerente, ambiguo, sfaccettato, contraddittorio) allora lo dovrai spiegare a te stesso, nonché il giudice peggiore. Spesso infatti capita che il cuore voglia essere libero ma che la mente non riesca ad accettarlo.


Ma tu non eri così, una volta eri proprio un capricorno. Adesso sei…sì direi che adesso sei…

Libera - dico. 

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