4 motivi per guardare Sanremo (anche se ti fa ca**re)

  1. Politica

Fin dalle prime edizioni Sanremo presenta dei momenti politici, siano essi programmati (pensiamo alla lettera firmata da Volodymyr Zelensky, letta da Amadeus nel 2023), siano essi inaspettati (come le call to action di Ghali o Dargen D’Amico). Torniamo ancora più indietro, quando nel 1981 Massimo Troisi decise di non salire sul palco dell’Ariston dopo che gli venne chiesto di modificare il suo monologo: che si sia rifatto al comico napoletano anche Andrea Pucci?

Sanremo è sempre stato politico e tutti ne hanno sempre tratto vantaggio: ministri che lo utilizzano come propaganda, giornalisti che possono misurare dal vivo da che parte è indirizzata l’opinione pubblica, cantanti e artisti che hanno l’opportunità (a proprio rischio e pericolo) di schierarsi, comici che possono fare satira in un palco di portata nazionale, il tutto davanti a una media di 12,5 milioni di spettatori.

Dall'arrivo di Carlo Conti nei panni di direttore artistico ci avevano promesso che solo la musica sarebbe stata al centro del festival, ma non potrà mai esserci un Sanremo non politico poiché, come si dice, la depoliticizzazione è una delle più grandi strategie proprio di un certo tipo di politica. 


  1. Specchio della società

Forse il motivo più interessante per cui guardarlo. 

Sanremo è un importante strumento di misurazione e anticipazione dei fermenti sociali e politici. 

Tutte le scelte sono un riassunto dell’Italia nel 2026, o perlomeno dell’immagine che un gruppo di persone ha deciso di dare. E anche se non vi ritrovate in questo ritratto fatto a tavolino da una commissione, è interessante studiarlo per capire chi c’è e chi no, ma soprattutto per capire il perché alcuni sì e alcuni no.

È l’evento pop per eccezione: fruibile da tutti, coinvolge molti media e molte industrie (televisiva, discografica), ha al centro la musica; le stesse caratteristiche della musica sono funzionali e strategiche per raggiungere più spettatori possibili: Peppino Ortoleva diceva La canzone è il prodotto più ubiquamente diffuso dell’industria culturale. Ecco perché la canzone vincitrice è sempre, anch’essa, il riflesso di una società in cui volente o nolente viviamo, e che è bene conoscere.

La musica è sempre disponibile, a tal punto da risultare scontata e banale, ma è proprio la banalità la prova più evidente della sua rilevanza: la canzone non richiede competenze particolari, tutti possono apprezzarla e capirla anche quando non si conosce la lingua del testo (che, spesso scritto in prima persona, ci permette di immedesimarci). Il basso prestigio è il suo punto di forza: la leggerezza della musica è la caratteristica che la rende piacevole, facile da ascoltare perché prevedibile. Questo, che dovrebbe essere un punto a sfavore, produce un effetto opposto: la musica disimpegnata infatti è quella che circola di più. Inoltre, con la musica si attivano due grandi piaceri che ritroviamo nel festival: il riconoscimento e la scoperta; si parla di riconoscimento quando sentiamo una delle canzoni alla radio, e di scoperta quando le ascoltiamo per la prima volta, ed è proprio questa peculiarità a spingerci a dare la nostra opinione. 


  1. Mediaticità

Sanremo è l'evento mediatico più importante del nostro Paese, e come ogni evento mediale non ha bisogno di piacere per essere guardato o discusso: ecco il motivo per cui, nel bene o nel male, va alla grande (perlomeno negli ultimi cinque anni). 

Sanremo funziona perché sconvolge la routine, ha una grande audience che viene preparata all’evento (cioè si fa hype), ripropone i tre grandi modelli narrativi (sfida, conquista, incoronazione) ed è in diretta, quindi presenta sempre il rischio di imprevisti (che poi entrerebbero a far parte della cultura pop del nostro Paese, e pensate poter dire: io l’ho visto dal vivo). 

È la settimana più importante della televisione italiana, settimana in cui gli altri canali e piattaforme non verranno guardati. È una situazione priva di concorrenza. In uno spot del 2024 Netflix gioca con questa "sfortuna", e scrive: Sappiamo che questa settimana guarderete altro. Ci vediamo la prossima.


  1. Perché Sanremo è Sanremo

Perché tanto ne sentirete parlare lo stesso, tanto vale essere preparati e informati. Perché non esistono culture alte o basse; tutto è cultura, Sanremo compreso.

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